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Reti di calcolatori e autostrade

Quando ho studiato lo strato fisico nella "Bibbia dell'informatico - Tomo II" (1), in particolare la larghezza di banda di un canale, mi sono imbattuto in questa bellissima frase:

"Mai sottovalutare l’ampiezza di banda di una station wagon piena di nastri lanciata a tutta velocità lungo l’autostrada."
Andrew S. Tanenbaum

(1) Soprannome assegnato dal nostro gruppo di studio al libro di testo “Reti di Calcolatori" 3a Edizione di Andrew S. Tanenbaum. La Bibbia Tomo I era "Architettura dei calcolatori". Il Tomo III invece era "I moderni sistemi operativi" sempre dello stesso autore.

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Per battere un ciarlatano ci vuole un esperto

Non trovo inutile creare delle "oasi di conoscenza" in mezzo al "deserto di merda"...
Continuare a cercare di approfondire e comprendere è SEMPRE giusto, ma divulgare le tue conoscenze e i risultati dei tuoi approfondimenti, perdendo un sacco di tempo che avresti potuto dedicare ad altro di più fruttuoso e importante, ha ancora un senso o dobbiamo rassegnarci alla sconfitta?

Centomila milioni di scimmie che battono a casaccio su una tastiera finiranno, se battono per abbastanza tempo, per scrivere il miglior romanzo della storia. L’opera assoluta (per intenderci la teoria della scimmia instancabile: https://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_della_scimmia_instancabile)

Questa cosa sembra confortante ed è quasi un invito a consentire a milioni di scimmie di scrivere su una tastiera.
Il guaio è che l’enunciazione non parla degli effetti collaterali. Centomila milioni di scimmie che battono a casaccio su una tastiera produrranno sì il miglior romanzo della storia, ma produrranno anche una catastrofica, cataclismica, gigantesca, sterminata MONTAGNA DI MERDA.
E questo è quanto sta accadendo oggi al mondo "democratico" ("democrazia" vuol dire ben altro), quello diretto dalla “gente”.

Nel momento in cui essi erano limitati e potevano solo leggere i mass media, o potevano solo ascoltarli, tutto andava bene, o quasi. Erano gli "studiati" che battevano sui tasti, e anche se non era sicuro che avrebbero scritto il migliore romanzo della storia, era comunque garantita una certa buona qualità e un certolivello di "professionalità".
Quando le scimmie iniziarono a battere sui tasti, e il problema sembrava quasi approcciabile, ci furono persone che iniziarono a contestarli, come P. Attivissimo, P. Angela e altri, che si misero in mente che, rimboccandosi le maniche, si poteva informare correttamente chiunque su tutto.

PER BATTERE UN CIARLATANO CI VUOLE UN ESPERTO.

Quando tutte le scimmie battono "stronzate", se volete smentirle dovete chiamare un esperto.
Il guaio è che milioni di scimmie che scrivono "stronzate" lo fanno volontariamente e gratis. L’esperto invece vi costa. Anche se aveste un esperto qualificato per ogni scimmia, la differenza di costo renderebbe più economico "riempire internet di merda", di quanto non sia economico ripulirla.

Chi sta ammorbando la "internet italiana" con le "scie chimiche", e compagnia bella, non accetta che una persona qualsiasi dica “stronzate” (come dicono loro), esso pretende che si creino costosissime commissioni parlamentari, pretende i massimi esperti di aviazione, chimica, fisica, metereologia... il tutto per scoprire quello che è già stato scoperto (e dimostrato, si perchè dimostrare costa fatica e non basta cercare su Google), senza che lui lo sapesse, e che non ha avuto la creanza di approfondire e verificare prima di mettere le dita sulla tastiera ed ergersi a "mosca cocchiera".

Se un ciarlatano vi parla di "scie chimiche", e voi tirate in ballo un esperto di aereonautica, lui ribatte con "la percentuale di bario". E allora vi serve un esperto di misurazioni chimiche dell’atmosfera. Se anche voi faceste notare che "per mettere tutto quel bario in tutta quell’atmosfera non basta la produzione mondiale di bario", loro tireranno in ballo "numeri" che la moltiplicano per mille (magari basati sulla svista che una virgola non è un separatore di migliaia). E allora voi dovrete portare in campo un esperto di mineralogia e di mercato delle commodities per dimostrare uno sbaglio di interpretazione. Ma appena questo sarà sfatato, lui tirerà fuori l’ "osmosi" e la "fusione nucleare che produce bario". Allora avrete bisogno di un fisico nucleare, il quale vi dirà che "il bario è prodotto nella FISSIONE dell'uranio all'interno dei reattori ma non nella fusione". Allora – sempre la stessa persona – tirerà in ballo "Tesla" e "l’energia gratis", e vi toccherà portare in campo uno storico della scienza che conosca i lavori di Tesla e smentirlo ancora una volta.

Ma a parlare di tutte queste materie è sempre e solo UNA persona. Questo significa che, mentre per essere smentito chiede SEMPRE il maggior esperto del mondo, il ciarlatano – senza essere esperto di nulla – spazia tranquillamente fra decine e decine di campi del sapere senza aver approfondito correttamente. Questo moltiplica a dismisura la quantità di costi che servono per il debunking della questione nella fattispecie.

L’asimmetria nei costi nella discussione è evidente: avete bisogno di una intera squadra di esperti per smentire un solo tizio che non è esperto in nessuno dei campi che cita. E lui salterà di palo in frasca di continuo, dalla fisica quantistica a Tesla, alla fisica atmosferica, ai buchi neri, alla neurologia, senza porsi alcun limite.

Questo è ovvio: lui, che si dedica alle stronzate 24h/7gg alla settimana, può apparire in TV al semplice gettone di presenza, mentre un esperto, oltre ad essere più costoso, ha anche altro da fare nella vita. Per esempio, andare al lavoro.

Questo discorso è applicabile a qualsiasi professione, senza limitazioni nè eccezioni, quindi chiunque abbia acquisito una professionalità, in qualsiasi tipo di lavoro, ne è continuamente coinvolto (per qualsiasi intendo proprio qualsiasi).
Quando sento dire che "Nel mio lavoro serve essere psicologi...", abbiate pazienza si chiama "vivere con gli altri", non essere "psicologi" (cioè esperti di psicologia) che vuol dire ben altro.
Ma questo vale anche per i falegnami ("sono un po' falegname"), idraulico, piastrellista, tecnico, mobiliere, bidello e "chi più ne ha ne metta".
Ognuno di essi non è nato con la sua professione, è diventato "un professionista" ad un costo non irrisorio e ci ha messo tempo e impegno per migliorarsi (si spera, altrimenti che professionista è?).
Ed ognuno di essi non permette al primo che arriva di insegnargli il suo lavoro, nè di spiegare "il perchè di una decisione professionale".

Il problema di base a tutto ciò sono le esagerazioni e la creduloneria. E finchè tali discussioni rimanevano al bar, o tra cugini (la famosa frase "mi ha detto mio cugino che ..."), non creava alcun problema, ora la chiacchiera da bar se scritta su internet ha ben altro peso.
Da qui ne deriva che le parole hanno un significato, e bisogna usarle per quello che significano realmente.
"Io intendevo dire"
NO! Troppo facile!
"Io ho detto!".
"Io ho detto" ha delle implicazioni, mi assumo la responsabilità di ciò che dico.
Quindi, PER BATTERE UN CIARLATANO CI VUOLE UN PROFESSIONISTA.

Articolo collegato: Il diritto alla propria opinione

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Alcuni fiori nella cultura sarda

Pabanzolu
Fiore edibile, di colore giallo.
https://it.wikipedia.org/wiki/Hyoseris_radiata


Caraganzolu (in alcune parti della Sardegna "Cagaranzolu")
https://en.wikipedia.org/wiki/Glebionis_coronaria
Fiore conosciutissimo in Sardegna per la sua "bellezza" nel detto (in tutte le varianti):
"Bellu che su frore 'e caraganzolu" (Trad: bello come il fiore "cagaranzolu").

 

Muccu-muccu
Borragine: fiore a forma di stella di colore lilla-indaco di sapore dolce.
https://it.wikipedia.org/wiki/Borago_officinalis

 

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Il diritto alla propria opinione

Avrete già sentito sicuramente l’espressione "ognuno ha diritto alla sua opinione".
Forse l’avrete detta voi stessi, magari per bloccare una discussione o per portarla a conclusione.
Bene, mi dispiace dirvelo ma questo non è valido nè corretto. Non avete diritto alla vostra opinione.
Avete diritto solo a ciò che potrete provare e dimostrare.
Ma, prima di offendervi, continuate a leggere e non partite per la tangente.

Il concetto è un po’ rude? Forse.
Ma bisogna sapere come strutturare e difendere un ragionamento e, sopratutto, a saper riconoscere quando una convinzione è divenuta indifendibile e non più sostenibile.

Il problema con la frase “ho diritto di avere la mia opinione” è che, fin troppo spesso, è utilizzata per difendere convinzioni che avrebbero dovuto essere abbandonate per mancanza di logicità o informazione.
Tale frase è diventata un’abbreviazione per “io posso dire o pensare quello che voglio” e, per estensione e deformazione iperbolica, continuare a contrastare anche in maniera irriverente.
Questo modo di fare porta alla falsa equivalenza tra l'opinione degli esperti e quella dei non esperti, e in un discorso fatto in pubblico è una crescente e perniciosa caratteristica che va sfatata e approfondita.

Quindi, cominciamo dalle basi: cos’è un opinione?

Tocca sfoderare Platone, che già allora nell'antica Grecia, distingueva tra "opinione" o "credenza comune" ("doxa") e "conoscenza certa", e questa è una distinzione ancora valida oggi: diversamente da “1+1=2” o “non ci sono cerchi quadrati”, un’opinione possiede un certo grado di soggettività e di incertezza.
L' ”opinione” parte da gusti o preferenze, attraversa domande che preoccupano la maggior parte della popolazione, come l’economia o la politica, sino ad argomenti che poggiano sull’esperienza tecnica, come le opinioni scientifiche o legali.

Non si possono realmente discutere le opinioni del primo tipo. Sarebbe stupido affermare che "si sbaglia a credere che il gelato alla fragola è più buono di quello al cioccolato".
Il problema è che qualche volta implicitamente consideriamo che le opinioni della seconda, o anche della terza specie, siano indiscutibili nella stessa maniera dei gusti personali. Probabilmente questo è uno dei motivi (e non dubito che ce ne siano anche altri) per cui degli entusiastici dilettanti ritengono di aver titolo a non essere d’accordo con climatologi e immunologi e che i propri punti di vista debbano essere “rispettati”.

Tutti hanno il diritto di commentare sull’energia nucleare nonostante non siano fisici nucleari, tutti hanno hanno il diritto di commentare sulle vaccinazioni. Però quando non si è un’autorità sulla fisica delle fissioni nucleari, il proprio compito è commentare sulle politiche di applicazione della scienza, non sulla scienza in sé stessa.

Quindi, cosa vuol dire avere “diritto” alla propria opinione?

Se “Tutti hanno diritto ad avere la propria opinione” significa esclusivamente che NESSUNO HA IL DIRITTO DI VIETARE ALLA GENTE DI PENSARE E DI DIRE QUELLO CHE PENSANO, allora la frase è vera, seppure abbastanza banale. Nessuno può vietarti di dire che i vaccini causano l’autismo, indipendentemente da quante volte questa supposizione sia stata smentita e dimostrata falsa.

Ma se “diritto ad un’opinione” significa “avere il diritto che i propri punti di vista siano trattati come seri candidati alla verità” allora la frase è palesemente falsa.
E anche questa è una distinzione che tende a essere confusa.

Molte volte le risposte date in una discussione possono confondere il fatto che "la propria opinione non venga presa seriamente" con il "non aver diritto di avere o di esprimere quelle opinioni" o “confonde il perdere una discussione con il perdere il diritto di discutere”. Ancora una volta, due significati di “diritto” ad avere un’opinione sono confusi qua.

Quindi, la prossima volta che sentite qualcuno dichiarare di aver diritto alla propria opinione, chiedete perché ritiene che sia così. Ci sono buone possibilità che, se non altro, così facendo finirete con avere un discorso più piacevole.

Liberamente ispirato dall'articolo di Patrick Stokes -
Senior Lecturer in Philosophy, Deakin University (Australia): https://theconversation.com/no-youre-not-entitled-to-your-opinion-9978

 

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SysAdmin Appreciation Day

Il SysAdmin Appreciation Day (il giorno dell' Apprezzamento dell' Amministratore di Sistema) è un evento di 24 ore che è fissato a l'ultimo Venerdì di Luglio.

È sempre stato l' ultimo Venerdì del mese di Luglio. Non è mai stato in nessun altro giorno. Non è mai stato di Sabato. Si prega di smettere di chiedere di cambiare la data.

Lasciatemelo dire due volte ancora: qualunque giorno sia l'ultimo Venerdì del mese di Luglio nel vostro paese, fintanto che esiste l'ultimo Venerdì del mese di Luglio. Il Sysadmin Day è un evento di 24 ore, per tutto ultimo Venerdì di Luglio.

Festeggia Il SysAdmin Day nel orario locale, per l'intero ultimo Venerdì di Luglio!!!

E quest'anno è il 28 LUGLIO 2017

http://sysadminday.com/

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